
Il nome inganna. I templi di Agrigento non stanno in fondo a una valle: sono allineati sul crinale di una dorsale rocciosa che chiudeva a sud la città antica, in posizione volutamente visibile dal mare. Il termine «valle» è un’invenzione moderna, comoda ma fuorviante: chi arriva aspettandosi un percorso in discesa si trova a camminare su un rilievo.
Questo spiega anche l’ordine della visita. Il percorso principale segue la dorsale da un capo all’altro, e si può affrontare da una delle due estremità a seconda dell’ingresso scelto.
All’estremità orientale della dorsale, nel punto più alto. Conserva gran parte del colonnato. Il nome, come per quasi tutti i templi del sito, è un’attribuzione tarda e non corrisponde a una dedica accertata.
Il monumento simbolo del parco e uno dei templi dorici meglio conservati esistenti: ha ancora colonnato, trabeazione e frontoni. La ragione della sua sopravvivenza è raccontata nella pagina dedicata.
Il più antico del santuario. Ne restano poche colonne, rialzate in epoca moderna e allineate contro il cielo: è il punto in cui si capisce meglio quanto poco basti, di un tempio dorico, perché la forma resti riconoscibile.
Nella parte bassa, un enorme campo di blocchi crollati. Doveva essere uno dei templi dorici più grandi mai progettati e non fu mai portato a termine. Le figure maschili colossali che scandivano le pareti (i telamoni, alti diversi metri) sono la cosa che resta più impressa.
Quattro colonne con un angolo di trabeazione, diventate l’immagine più riprodotta di Agrigento. Va detto che si tratta di una ricomposizione moderna, realizzata con elementi non tutti pertinenti allo stesso edificio: è un monumento reale e insieme un’immagine costruita.
Per percorrere la dorsale con soste ragionevoli servono circa due ore e mezza. Aggiungendo la parte bassa con l’Olympieion si arriva a tre ore e mezza; con il Giardino della Kolymbethra, a mezza giornata piena. Chi ha meno di due ore farà bene a scegliere una sola delle due parti anziché attraversarle entrambe di corsa.

Circa due ore e mezza per la dorsale con i templi principali, tre ore e mezza aggiungendo la parte bassa con l’Olympieion, mezza giornata piena con il Giardino della Kolymbethra.
No. Un unico titolo d’ingresso vale per tutta l’area archeologica.
Il Tempio della Concordia, che conserva colonnato, trabeazione e frontoni.
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