
Il tempio dorico di Segesta è uno degli edifici antichi più fotografati della Sicilia, e insieme uno dei più strani: le colonne non sono scanalate e mancano i segni di completamento che ci si aspetterebbe in un edificio concluso. È rimasto allo stato in cui il cantiere si fermò, nel V secolo a.C., e proprio per questo racconta il processo costruttivo meglio di qualsiasi tempio finito.
L’altro elemento del sito è il teatro, scavato sulla sommità del Monte Barbaro, con la cavea aperta sul paesaggio.
Ad Agrigento si vede il dorico portato a compimento, ripetuto in serie lungo una dorsale, ricco e urbano. A Segesta si vede lo stesso ordine architettonico isolato in mezzo alle colline, senza città intorno e senza il tetto che avrebbe dovuto coprirlo. Sono due modi diversi di stare nel paesaggio, e visti nello stesso giorno l’uno spiega l’altro.
Ingressi a entrambi i parchi e navetta andata e ritorno fra i due. Non è compreso il trasferimento dalla città in cui si alloggia fino al punto di partenza. A Segesta il tratto dal parcheggio al teatro comporta una salita: conviene informarsi sul posto sui servizi disponibili.

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